Entrare nella filiera aerospaziale: cosa conta prima ancora della certificazione
In un settore che pretende zero margini di errore, la certificazione non è sempre la prima porta d’accesso. Quando un componente entra in un aeromobile, deve essere qualificato, cioè verificato e approvato, all’interno del sistema di qualità di chi lo utilizza, che sia un costruttore finale o un fornitore di primo livello. In molti casi è il cliente stesso a certificare AS9100 il prodotto finito, integrando nel proprio sistema anche componenti realizzati da fornitori non ancora certificati in proprio. Mollificio Valli, che dal 1965 produce molle e componenti metallici per l’automotive, fornisce già due clienti aerospaziali attraverso questo meccanismo, mentre porta avanti il proprio percorso di certificazione diretta.
Perché la certificazione AS9100 non è sempre obbligatoria per i fornitori aerospaziali
La filiera aerospaziale si organizza per livelli: i grandi costruttori finali, i fornitori di primo livello che consegnano sistemi e sottoassiemi completi, e poi i livelli successivi che producono componenti e lavorazioni specialistiche. Ogni gradino ha requisiti diversi, e non tutti richiedono lo stesso tipo di certificazione a chi vi opera. La AS9100 non è un obbligo previsto dalla legge: è un requisito che i clienti chiedono contrattualmente, per garantire lungo tutta questa catena un sistema di gestione della qualità coerente. La ISO 9001, su cui l’AS9100 è costruita, resta comunque una base sufficiente in molti casi per essere qualificati come fornitori, soprattutto quando il componente entra a far parte di un assieme più grande che il cliente stesso certifica nel prodotto finito. È esattamente quello che succede oggi con Mollificio Valli: due clienti del settore aerospaziale integrano le sue molle nei propri sistemi già certificati, verificando e approvando il componente all’interno del proprio processo, prima ancora che arrivi una certificazione diretta.
Chi arriva a questo punto della filiera con un sistema qualità già maturo, però, parte in vantaggio. Mollificio Valli è certificata IATF 16949, lo standard di riferimento per la qualità nel settore automotive, che condivide con l’AS9100 buona parte dell’impianto: entrambe le norme nascono sulla base della ISO 9001, entrambe impongono un approccio alla gestione del rischio che anticipa i problemi invece di correggerli dopo che si sono presentati. Nell’automotive questo si traduce in strumenti come la FMEA, l’analisi sistematica di tutto ciò che potrebbe guastarsi in un componente prima ancora che si guasti, e nel controllo statistico di processo applicato a ogni fase produttiva. Sono competenze che nell’aerospaziale restano centrali, anche se la norma le declina con requisiti aggiuntivi propri del settore, come la gestione della configurazione e il controllo dei materiali contraffatti.
Quali competenze servono per fornire componenti critici nel settore aerospaziale
Nella produzione quotidiana di Mollificio Valli per l’automotive rientrano componenti destinati a funzioni di sicurezza, come le molle per lo sterzo e per le valvole di sicurezza: pezzi che non possono permettersi margini di errore, verificati al 100% e sottoposti a test di fatica per garantirne la tenuta nel tempo, ciclo dopo ciclo. È lo stesso livello di rigore richiesto a chi fornisce l’industria aerospaziale, dove tracciabilità dei materiali, ripetibilità dei processi e controllo dimensionale non sono un plus da segnalare, ma la condizione minima perché un fornitore venga preso in considerazione. Il 70% degli impianti Mollificio Valli è a controllo numerico, una base che permette anche tempi di prototipazione rapida quando un progetto aerospaziale richiede varianti da validare prima di entrare in produzione di serie.
Il percorso di Mollificio Valli verso la certificazione AS9100
Mollificio Valli ha avviato formalmente il proprio percorso verso la certificazione AS9100 ed è entrata a far parte del Distretto Aerospaziale Piemonte, la rete che riunisce, insieme a grandi player come Leonardo, Avio Aero, Thales Alenia Space e Collins Aerospace, le imprese piemontesi che lavorano per il settore. Farne parte significa condividere tavoli tecnici e progetti con chi il settore lo definisce da dentro, non guardarlo da fuori. Non è un traguardo già raggiunto, ed è giusto dirlo con chiarezza: è una direzione intrapresa con lo stesso metodo che da oltre mezzo secolo guida la produzione dei suoi componenti automotive. Nella filiera aerospaziale, del resto, la fiducia si costruisce così: non con un certificato esibito in anticipo, ma con una competenza già dimostrata altrove, verificabile audit dopo audit.
